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Associazione Sportiva Roma SpA

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La storia della squadra di calcio "Roma"

Alla fine degli anni 1920 il divario tra i club dell’Italia settentrionale e quelli del Centro-Sud era ancora molto ampio. L’idea non nuova di creare a Roma una sola squadra maggiormente competitiva si tramutò in esigenza con l’imminente creazione del campionato di massimo livello a girone unico. L’Alba Roma, il Roman e la Fortitudo Pro Roma trovarono quindi l’accordo per associarsi in una sola società: il 7 giugno 1927, in via Forlì 16, grazie alla fusione delle società sopra citate, venne costituita la Roma.

Il percorso che portò all’istituzione della compagine giallorossa fu intrapreso dal segretario della federazione romana del Partito Nazionale Fascista (PNF) Italo Foschi, all’epoca anche membro del Comitato Olimpico Nazionale Italiano (CONI) e dirigente della Fortitudo, e dall’onorevole Ulisse Igliori, membro del direttorio nazionale del PNF. Foschi, seguendo le direttive della Carta di Viareggio, riuscì nell’intento di creare un’unica squadra potenzialmente più competitiva. Nei primi anni 1930 la Magica era presieduta da Renato Sacerdoti, ex presidente del Roman che aveva garantito il capitale economico necessario all’allestimento del nuovo club; la sua prima presidenza terminò nel 1935, anno in cui, poiché ebreo, venne fatto vittima di campagne di stampa ed in seguito arrestato e mandato al confino.

I Capitolini, sin dai primi campionati italiani, occuparono stabilmente le parti alte della classifica, esordendo già nel 1931 in Coppa dell’Europa Centrale e raggiungendo la finale di Coppa Italia 1936-1937; il periodo è segnato dall’impiego del Campo Testaccio. Nella stagione 1941-1942 la squadra conquistò il suo primo scudetto, vincendo per 2-0 la gara dell’ultima giornata contro il Modena.

Gli anni 1940 si conclusero con due campionati travagliati, nei quali la squadra si salvò dalla retrocessione nelle ultime giornate, finendo anche al centro di polemiche per il cosiddetto “Caso Pera”, dal nome dell’arbitro che aveva diretto l’incontro Roma-Novara della Serie A 1949-1950 (terminata 2-1 per i padroni di casa), nel quale il direttore di gara venne accusato di avere favorito la Lupa: a seguito delle contestazioni dei Gaudenziani, la Lega Calcio nel giugno 1950 decise dapprima di sospendere il risultato della partita, e successivamente di confermare la vittoria della Magica. La discesa in Serie B venne rimandata solo di un anno: nel campionato successivo i Capitolini persero dieci partite per 1-0 e cambiarono tre allenatori, posizionandosi penultimi e retrocedendo così il 17 giugno 1951. Nel 1952 Sacerdoti venne richiamato alla presidenza della società; la squadra fu affidata a Giuseppe “Gipo” Viani, che riuscì subito a farla risalire in massima serie, ottenendo la prima posizione in Serie B e aggiudicandosi così l’unico posto utile per la promozione.

Durante gli anni 1950 la Roma in campionato alternò buone prestazioni, come il terzo posto nella Serie A 1954-1955, che riportò il club in Europa, ad altre negative come nel campionato 1956-1957, quando sfiorò nuovamente la retrocessione, mentre nelle restanti annate mantenne quasi costantemente il sesto posto in classifica. Nella stagione 1960-1961 i Giallorossi conquistarono la Coppa delle Fiere, imponendosi nella doppia finale contro il Birmingham City: dopo aver pareggiato 2-2 in trasferta, la Lupa vinse allo stadio Olimpico per 2-0. A questo successo seguì la conquista di due Coppe Italia: l’edizione 1963-1964 contro il Torino e la Coppa Italia 1968-1969 battendo il Cagliari, futuro campione d’Italia. A dispetto di ciò la compagine attraversò una grave crisi finanziaria, dovuta a campagne acquisti onerose non seguite da risultati calcistici di pari livello; nel 1964 questo non permise il pagamento degli stipendi ai giocatori. Nel 1967 il presidente Franco Evangelisti, dopo alcune importanti cessioni, completò il piano di risanamento delle casse del club, trasformando la Magica in una società per azioni.

Gli anni 1970 furono uno dei decenni meno gloriosi per la storia giallorossa: al capitano Giacomo Losi non venne rinnovato il contratto a causa di dissidi con l’allenatore Helenio Herrera, mentre durante la presidenza di Alvaro Marchini vennero ceduti alla Juventus i “tre gioielli” della rosa: Luciano Spinosi, Fabio Capello e Fausto Landini. La Roma, ribattezzata per tali motivi “Rometta”, oscillò costantemente in posizioni di media classifica, fatta eccezione per i campionati 1974-1975, quando si classificò al terzo posto, e 1978-1979, quando ottenne la salvezza solo alla penultima giornata. Nonostante i risultati non soddisfacenti, la Lupa conquistò la Coppa Anglo-Italiana 1972.

A fine decennio il club venne rilevato da Dino Viola, che lo trasformò completamente a livello tecnico, affidando poi la guida tecnica allo svedese Nils Liedholm. Liedholm ottenne immediatamente buoni risultati, vincendo due Coppe Italia consecutive dove superò, in entrambe le finali, il Torino ai tiri di rigore. A ciò seguì la vittoria del secondo scudetto della storia romanista, avvenuta nella stagione 1982-1983, sempre sotto la supervisione tecnica di Liedholm: il titolo venne conquistato l’8 maggio 1983 allo stadio Luigi Ferraris dopo un pareggio con il Genoa.

L’anno successivo la Magica vinse la sua quinta Coppa Italia (battendo il Verona) e giunse in finale di Coppa dei Campioni, che nell’occasione si disputò proprio all’Olimpico di Roma. Nonostante il vantaggio di giocare in casa, la squadra non riuscì a imporsi sul Liverpool: dopo i tempi supplementari chiusi sul punteggio di 1-1, la Lupa perse il trofeo ai tiri di rigore a causa degli errori dal dischetto di Bruno Conti e Francesco Graziani che portarono il punteggio sul 4-2 per la compagine inglese. In seguito Dino Viola affidò la panchina nuovamente a un allenatore svedese, Sven-Göran Eriksson, che nella stagione 1985-1986 vinse la sesta Coppa Italia della storia giallorossa battendo in finale la Sampdoria.

La rosa perse gradualmente competitività, riuscendo comunque a ottenere un ultimo successo nel 1991: pochi mesi dopo la morte del presidente, i Capitolini conquistarono la loro settima Coppa Italia, battendo in finale la Sampdoria campione d’Italia, e raggiunsero la finale di Coppa UEFA, perdendo la doppia sfida contro l’Inter. Nel 1993 la società venne acquistata da Franco Sensi, che rinforzò la squadra, mancando tuttavia di ottenere, nell’immediato, risultati di rilievo. Nell’estate del 1999 la dirigenza affidò la panchina a Fabio Capello e l’annata successiva, dopo una campagna acquisti assai dispendiosa condotta grazie al sostegno di capitali derivati dall’ingresso del club in borsa, la Roma vinse il terzo scudetto della sua storia. Due mesi dopo la vittoria del terzo tricolore, la Lupa conquistò anche la sua prima Supercoppa italiana, superando la Fiorentina.

Negli anni 2000 la Roma è giunta sei volte seconda in campionato, e sotto la guida di Luciano Spalletti ha vinto due Coppe Italia consecutive (2006-2007 e 2007-2008), entrambe in finale contro l’Inter, e la Supercoppa italiana 2007, sempre contro i Nerazzurri. Al termine della stagione 2010-2011 la Magica è stata ceduta a un gruppo di imprenditori statunitensi guidato inizialmente da Thomas DiBenedetto e poi da James Pallotta, i cui primi anni di gestione, a fronte di numerosi acquisti, non hanno inizialmente sortito risultati sperati; tuttavia a metà degli anni 2010, la Lupa è ritornata ai vertici con tre secondi posti e due terzi posti in campionato e una semifinale di Champions League.

Palmarès

Scudetto Campionato italiano: 3
1941-1942, 1982-1983, 2000-2001

Coccarda Coppa Italia: 9
1963-1964, 1968-1969, 1979-1980, 1980-1981, 1983-1984, 1985-1986, 1990-1991, 2006-2007, 2007-2008

Supercoppa italiana: 2
2001, 2007

Campionato italiano di Serie B: 1
1951-1952

Stadi di club

Il primo impianto sportivo utilizzato dalla Roma è stato il Motovelodromo Appio, già impiegato in precedenza dall’Audace Roma; è stato adoperato per la sola stagione 1927-1928, mentre in quella successiva i Capitolini hanno usato lo stadio Nazionale del Partito Nazionale Fascista. Iniziato il primo campionato a girone unico, dopo aver gareggiato nei primi due incontri casalinghi allo stadio della Rondinella, ovvero al campo della Lazio, è cominciato l’impiego del Campo Testaccio; qui la Lupa ha giocato fino alla stagione 1939-1940, quando la struttura è stata abbandonata.

Nel 1940-1941 il club è ritornato allo stadio Nazionale, ampliato per il campionato del mondo 1934, dove ha vinto il suo primo scudetto. L’impianto, rinominato “stadio Torino” dopo la tragedia di Superga, è stato utilizzato dalla società fino al 1953.

Nella stagione 1953-1954 la Magica si è spostata allo stadio Olimpico, ristrutturato e proprio in quell’anno e chiamato all’epoca “stadio dei Centomila”, che ha subito diverse modifiche negli anni: le più consistenti sono avvenute negli anni 1950 in previsione dei Giochi della XVII Olimpiade, che si sono svolti a Roma, durante le quali furono eliminati i posti in piedi, e a fine anni 1980 con la demolizione, e la relativa ricostruzione, di quasi tutto il vecchio impianto in previsione del campionato del mondo 1990. Tra le innovazioni vi è una copertura che chiudeva la visuale del campo dalla collina di Monte Mario, che sorgeva alle spalle dello stadio, dove molte persone ogni domenica si radunavano per assistere agli incontri, analogamente con quanto accadeva al Campo Testaccio con i tifosi stipati sul Monte dei Cocci.

I Giallorossi hanno giocato all’Olimpico ininterrottamente dal 1953 con la sola eccezione della stagione 1989-1990, durante la quale hanno disputato le partite casalinghe allo stadio Flaminio a causa dei citati lavori di ristrutturazione dello stadio per i Mondiali di calcio.

Situato in via di Trigoria al chilometro 3 600 nella zona sudorientale di Roma, il centro sportivo Fulvio Bernardini è stato acquistato dall’allora presidente Gaetano Anzalone il 22 luglio 1977 e inaugurato il 23 luglio 1979. Inizialmente il complesso presentava quattro campi da calcio e una tribuna con 3 000 posti a sedere; tuttavia, nel corso degli anni, la struttura ha visto diversi lavori di ammodernamento, tra cui la delimitazione del centro con prefabbricati in cemento. Il Fulvio Bernardini è anche noto per essere stato, in occasione del campionato del mondo 1990, il centro di allenamento dell’Argentina.

L’impianto si estende su 20 ettari e comprende diversi terreni di gioco (tra cui uno dotato di tribuna, denominato “Campo Testaccio”, in onore dello storico campo omonimo, e uno intitolato ad Agostino Di Bartolomei il 24 febbraio 2012), tre campi da tennis e una piscina scoperta. Vi sono poi quattro edifici, collegati tra loro e circondati da un ruscello artificiale, in cui sono distribuiti diversi locali: il secondo stabile in ordine di grandezza ospita al primo piano gli alloggi dei calciatori della prima squadra e al piano terra i locali medici (compresi fisioterapia e riabilitazione), gli spogliatoi (dei giocatori e dell’allenatore), la palestra (intitolata a Attilio Ferraris IV) e il bagno turco; nell’edificio comprendente il bar e il ristorante sono situati gli alloggi per i calciatori delle squadre giovanili; l’ultima delle quattro costruzioni, realizzata nel 1998, include al suo interno la sede della rivista ufficiale del club, LaRoma, una sala stampa (dedicata al giornalista Giuseppe Colalucci) e la Cappella Salus populi romani, dedicata a Papa Giovanni Paolo II e inaugurata durante il Giubileo del 2000.

Record del club

Includendo la stagione 2018-2019, il club ha preso parte a 90 campionati nazionali (86 in Serie A, tre in Divisione Nazionale), di cui uno in Serie B (1951-1952): queste statistiche la classificano come seconda squadra per numero di partecipazioni alla Serie A dal 1929-1930, dopo l’Inter, al pari della Juventus.

La Roma ha giocato in 70 edizioni della Coppa Italia, la prima volta nel 1935-1936, mentre in Supercoppa italiana ha collezionato sei presenze, la prima delle quali nel 1991, l’ultima nel 2010. Tra le competizioni europee, da annoverare la partecipazione alla Coppa dei Campioni 1983-1984 e a undici edizioni della Champions League, la prima delle quali nel 2001-2002.

I Giallorossi hanno vinto nove volte la Coppa Italia e disputato 17 finali di questa manifestazione; inoltre hanno trionfato in due delle sei partite di Supercoppa italiana a cui hanno partecipato. Per quanto riguarda le coppe europee, la Lupa ha trionfato nella Coppa delle Fiere 1960-1961 (ed è stata l’unica squadra italiana ad aver conseguito tale competizione) e nella Coppa Anglo-Italiana 1972, e ha giocato le finali di Coppa Campioni 1983-1984 e di Coppa UEFA 1990-1991.

Dall’istituzione del campionato a girone unico nel 1929, la Magica si è classificata tre volte prima, 14 volte seconda e sette volte terza, ottenendo il peggior piazzamento nel campionato 1950-1951 con il 19º posto finale, da cui è conseguita l’unica retrocessione in Serie B dei Capitolini. I Giallorossi hanno terminato la Serie A con il miglior attacco del torneo in nove occasioni e sei volte con la miglior difesa.

La vittoria col maggior numero di reti di scarto in campionato italiano è avvenuta nel campionato 1929-1930 (Roma-Cremonese 9-0), mentre in ambito internazionale è stata Roma-Altay del 7 novembre 1962, terminata 10-1 per i Capitolini; le peggiori sconfitte sono arrivate, in Italia, nel 1931-1932 da parte della Juventus e nel 1947 a opera del Torino (entrambe terminate 1-7) e, per quanto riguarda gli incontri internazionali, nella Coppa dell’Europa Centrale 1935 a opera del Ferencváros (0-8).

Tra le stagioni 1980-1981 e 1981-1982, la Lupa, guidata da Nils Liedholm, ha stabilito il proprio record di trenta risultati utili consecutivi in campionato, frutto di quindici vittorie e quindici pareggi; inoltre nel campionato 2013-2014 i Capitolini hanno ottenuto dieci vittorie nelle prime dieci giornate, record assoluto nella massima serie italiana. Nella classifica mondiale dei club (“Club World Ranking”), stilata dall’International Federation of Football History & Statistics (IFFHS) e aggiornata al 2017, la Roma occupava il 44º posto, mentre nel 1991 la Magica ha terminato in testa alla classifica mondiale di rendimento dei club, stilata sempre dall’IFFHS. La Lupa è inoltre quarta in Italia, dietro Juventus, Milan e Inter, per numero di trofei, punti raccolti in Serie A e partecipazioni alle competizioni internazionali.

Il giocatore che detiene il maggior numero di presenze con la squadra capitolina in Serie A è Francesco Totti con 619 apparizioni. Totti è anche il detentore del maggior numero di presenze in assoluto con la casacca giallorossa, 786, divise tra Serie A (619), Coppa Italia (59), coppe europee (103) e Supercoppa italiana (cinque), del maggior numero di stagioni da capitano della squadra capitolina (19). nonché il miglior marcatore della storia romanista (307 marcature) e del derby di Roma con undici reti, a pari merito con Dino da Costa; si trova inoltre al secondo posto della classifica dei marcatori della Serie A di tutti i tempi con 250 gol.

Il precedente record di marcature giallorosse nella massima serie italiana apparteneva a Roberto Pruzzo con 106 gol. Pruzzo è anche il calciatore che ha vinto il maggior numero di volte la classifica marcatori della Serie A con la maglia della Magica (1980-1981, 1981-1982 e 1985-1986).

Tifosi

Nella periferia e nei quartieri popolari di Roma, diffusamente affiliati al tifo romanista fin dagli anni 1930, si sono formati, a partire degli anni 1950, i primi sostenitori giallorossi; tuttavia solo il 9 gennaio 1977, in occasione di Roma-Sampdoria, i supporter sviluppatisi in Curva (Guerriglieri della Curva Sud, Panthers, Boys e Fossa dei Lupi), seguendo l’esempio dei primi ultras italiani (come quelli del Torino), decisero di unirsi nel Commando Ultrà Curva Sud (CUCS). Questo è stato uno dei più importanti gruppi organizzati italiani fino al 1987, anno in cui si è scisso momentaneamente a causa dei contrasti interni sorti in seguito all’arrivo dell’ex calciatore della Lazio Lionello Manfredonia.

Il CUCS si riunì nel 1993 con il nome di Neo-CUCS, il quale però procedette verso un lento declino, non riuscendo più a riscuotere il sostegno dei membri storici della tifoseria organizzata romanista, e si sciolse definitivamente nel 1999, venendo sostituito da un nuovo gruppo maggioritario: l’AS Roma Ultras (ASRU). In seguito alla dissoluzione di questo, dalla stagione 2003-2004, in Curva Sud sono presenti numerose associazioni di tifosi autonomi, tra cui i più rappresentati sono i Boys e i Fedayn, entrambi nati nel 1972.

La Roma presenta gemellaggi ufficiali con i greci del Panathīnaïkos e gli spagnoli dell’Atlético Madrid. Tra gli anni 1970 e 1980 la tifoseria capitolina era gemellata con Fiorentina, Milan e Napoli (squadra con la quale la Lupa disputa il cosiddetto derby del Sole): il primo si interruppe il 18 marzo 1981, in seguito all’aggressione di alcuni sostenitori viola dopo la partita di andata dei quarti di finale di Coppa Italia 1980-1981 Fiorentina-Roma, il secondo il 24 novembre 1985, dovuto alla carica dei Romanisti nei confronti dei Rossoneri, mentre l’ultimo a causa di un gesto offensivo di Salvatore Bagni rivolto ai supporter giallorossi in un Roma-Napoli del 1987.

La rivalità più sentita in assoluto dai tifosi della Magica è quella con la concittadina Lazio, storica rivale dei Lupi, con cui questi si contendono il derby di Roma. La sfida tra i due club rappresentò, almeno inizialmente, la contrapposizione di due diverse classi sociali: le Aquile erano infatti tifate maggiormente nei quartieri della medio-alta borghesia, mentre la Roma era seguita soprattutto nei quartieri popolari.

Altrettanto forte è l’antagonismo verso la Juventus, squadra che contende ai Capitolini il primato delle simpatie dei sostenitori del calcio nel Centro Italia, che si è originato negli anni 1930 e che si è rinfocolato mezzo secolo dopo, in quanto i romani diventarono i più validi contendenti dei Bianconeri al titolo nazionale, antagonismo che è durato fino alla metà degli anni 1980.

La rivalità con l’Inter si è accesa nel secondo quinquennio degli anni 2000, quando Nerazzurri e Giallorossi si sono contesi la vittoria di quasi tutti i titoli nazionali. Anche con il Milan i rapporti non sono amichevoli: tra le cause vi è la tragica morte del tifoso romanista Antonio De Falchi, avvenuta nel 1989 a seguito di un pestaggio a opera di un gruppo di ultras rossoneri.

Da registrare sono inoltre i dissapori con le tifoserie di Catania (in seguito a un Roma-Catania del novembre 2006, finito 7-0) e Siena (si ricordano due partite sospese nonché l’intonazione, da parte dei sostenitori senesi nel 2009, di cori offensivi nei confronti del suocero di Daniele De Rossi e dello stesso giocatore).

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