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Associazone Calcio Firenze Fiorentina S.p.A

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La storia della squadra di calcio "Fiorentina"

Il 29 agosto 1926, con la fusione tra la Palestra Ginnastica Fiorentina Libertas e il Club Sportivo Firenze, appoggiata da Luigi Ridolfi e altre autorità sportive dell’epoca, venne fondata l’Associazione Calcio Firenze, denominata l’anno seguente Associazione Calcio Fiorentina; il primo incontro ufficiale, valevole per il campionato di Prima Divisione 1926-1927, si tenne nello stadio di via Bellini il 3 ottobre 1926 contro il Pisa. La prima maglia ufficiale era inquartata bianca e rossa, colori sociali di Firenze e dei club da cui è originata la Fiorentina, con sul petto il Giglio di Firenze.

Dopo l’incorporazione nel club dell’Itala Football Club e la promozione a tavolino del 1927-1928 nonostante il caso Savoia-Fiorentina, i Gigliati disputarono la prima loro stagione nella massima serie, la Divisione Nazionale, terminata all’ultimo posto in classifica; nonostante il regolamento prevedesse per loro la Prima Divisione, vennero ripescati e inseriti in Serie B. Nel 1929, in una amichevole con la Roma, la squadra toscana indossò per la prima volta maglie di colore viola. I Viola vinsero il campionato 1930-1931, ottenendo così la loro prima promozione in Serie A.

Nel 1931 venne inaugurato lo Stadio Giovanni Berta. La prima stagione viola nella nuova struttura terminò al quarto posto, con 25 reti di Pedro Petrone, capocannoniere del torneo. Negli anni 1930 la Fiorentina debuttò nelle competizioni calcistiche europee (Coppa dell’Europa Centrale 1935) ma retrocedette in Serie B nel 1937-1938: tuttavia, con il primo posto nella successiva stagione, ritornò subito in massima serie. Nel 1940 la Fiorentina conquistò il primo trofeo della sua storia, la Coppa Italia.

Nella stagione 1955-1956 i Viola, allenati da Fulvio Bernardini, conquistarono il loro primo scudetto con cinque giornate di anticipo. La vittoria della Serie A consentì al club di partecipare alla Coppa dei Campioni, dove i Gigliati arrivarono in finale il 30 maggio 1957 al Santiago Bernabéu, venendo battuti dal Real Madrid. Ventidue giorni prima, il club fiorentino aveva vinto la Coppa Grasshoppers.

Dall’annata seguente la Fiorentina si classificò per quattro volte consecutive al secondo posto, arrivando inoltre due volte in finale di Coppa Italia (1958 e 1959-1960); in campo europeo, giocò come nazione la Coppa dell’Amicizia italo-francese 1959 e 1960. Nel 1960-1961 il club, guidato da Nándor Hidegkuti, vinse la coppa nazionale, la Coppa delle Alpi 1961 (come nazione) e la Coppa delle Coppe, battendo nella doppia finale i Rangers; con questa vittoria divenne la prima squadra italiana a vincere una competizione UEFA per club. I Gigliati arrivarono in finale di quest’ultima competizione anche l’anno successivo, venendo battuti dal Atlético Madrid.

Per tutti gli anni 1960, considerati il decennio d’oro della storia viola, la Fiorentina stazionò nelle prime posizioni della Serie A, vincendo la Coppa Mitropa e la Coppa Italia nel 1966. Nella stagione 1968-1969 la squadra viola, formata da molte giovani promesse per cui venne chiamata “Fiorentina Ye-Ye”, conquistò il suo secondo titolo nazionale, con Bruno Pesaola come allenatore.

I primi anni 1970 videro la Fiorentina in un calo da un punto di vista dei risultati rispetto ai decenni precedenti; nel 1975 tuttavia la società viola vinse la sua quarta Coppa Italia e la Coppa di Lega Italo-Inglese. Nel decennio successivo subentrarono alla presidenza i Pontello, che attuarono alcune scelte societarie contestate dai tifosi, come il cambio dell’inno e dello stemma. Nel 1981-1982 i Viola contesero fino all’ultima giornata lo scudetto alla Juventus. Nel 1990 la squadra raggiunse la finale della Coppa UEFA, sconfitta nuovamente dalla squadra bianconera, in un torneo che ha visto per la prima volta due squadre italiane contendersi un trofeo confederale.

Nello stesso anno i Pontello cedettero il pacchetto azionario di maggioranza a Mario Cecchi Gori. Nel 1992-1993, dopo cinquantaquattro anni nella massima serie italiana, i gigliati retrocedettero in Serie B, ma risalirono immediatamente in Serie A dopo un anno, ottenendo anche la terza promozione. Il nuovo ciclo, cominciato nel 1993 con la presidenza di Vittorio Cecchi Gori, ebbe risultati altalenanti in campionato nelle stagioni successive, arrivando due volte al terzo posto, nel 1995-1996 e nel 1998-1999, vincendo la Coppa Italia e la Supercoppa italiana nel 1996. Nella stagione 1999-2000 la Fiorentina tornò nella massima competizione internazionale dopo trent’anni e nell’annata seguente, con alla guida tecnica l’esordiente Roberto Mancini, vinse la sua sesta Coppa Italia.

Nell’estate 2001 il tribunale civile di Firenze avviò una procedura di fallimento a carico della società, che, nonostante le cessioni dei suoi giocatori più illustri come Batistuta, Rui Costa e Toldo, versava in una grave crisi di bilancio. In questa difficile situazione finanziaria, nel 2001-2002 la Fiorentina retrocedette in cadetteria, una débâcle che non si ripeteva dal 1993, giocando uno dei peggiori campionati della sua storia. Successivamente, a causa dei mancati pagamenti degli stipendi di calciatori e dell’impossibilità di sostenere gli sforzi economici relativi alla partecipazione al successivo campionato, la società non poté iscriversi alla Serie B 2002-2003 e venne in seguito dichiarata fallita.

Il 1º agosto 2002 venne fondata la Fiorentina 1926 Florentia da Leonardo Domenici, sindaco di Firenze; la nuova società, che venne iscritta alla Serie C2, venne acquistata da Diego Della Valle e rinominata Florentia Viola. Il torneo fu vinto dai Gigliati, che, in seguito al caso Catania e al fallimento del Cosenza, vennero eccezionalmente ripescati in Serie B per meriti sportivi e per bacino d’utenza. La stagione 2003-2004 vide la Fiorentina tornare in Serie A dopo lo spareggio interdivisionale contro il Perugia. Dopo una salvezza ottenuta all’ultima giornata nel 2004-2005, i Viola furono coinvolti nello scandalo di Calciopoli, che li penalizzò sia nella stagione 2005-06, estromettendoli dalle coppe europee, sia in quella successiva: in quest’ultima, malgrado i punti di penalizzazione, riuscirono ugualmente a qualificarsi alla Coppa UEFA 2007-2008, che si concluse in semifinale dopo aver ceduto ai calci di rigore contro i Glasgow Rangers. I toscani raggiunsero la finale di Coppa Italia 2013-2014, poi persa contro il Napoli. Il 13 aprile 2014 la Fiorentina ha centrato lo storico traguardo delle 1.000 vittorie in Serie A.

Palmarès

Scudetto Campionato italiano: 2
1955-1956; 1968-1969

Coccarda Coppa Italia: 6
1939-1940; 1960-1961; 1965-1966; 1974-1975; 1995-1996; 2000-2001

Supercoppa italiana: 1
1996

Campionato italiano di Serie B: 3
1930-1931; 1938-1939; 1993-1994

Stadi di club

Agli inizi della sua storia, tra il 1926 e il 1931, la Fiorentina disputava i suoi incontri interni nello stadio di via Bellini, in passato utilizzato dalla Libertas. Tra il 1930 e il 1932 venne costruito, per volontà di Luigi Ridolfi, un nuovo stadio, su progetto di Pier Luigi Nervi, chiamato Stadio Giovanni Berta e inaugurato il 13 settembre 1931 con la partita tra Fiorentina e Admira Vienna. L’opera, ricca di elementi architettonici innovativi, come la pensilina priva di sostegni intermedi, le scale elicoidali e la torre di Maratona, è ritenuta come un capolavoro dell’architettura italiana degli anni 1930. Un altro importante elemento è il terreno di gioco, il cui drenaggio è considerato tra i migliori in Europa.

Alla fine del seconda guerra mondiale, con la caduta del fascismo, il nome dell’impianto venne cambiato in Stadio Comunale; nel corso della sua storia, fu sede di alcuni incontri calcistici dei Mondiali 1934, della XVII Olimpiade estiva e degli Europei 1968; in occasione del campionato mondiale di calcio 1990 l’impianto fiorentino ha subito importanti interventi strutturali, affidati all’architetto Italo Gamberini. Dal 1993, lo stadio è intitolato ad Artemio Franchi, tra i più importanti dirigenti sportivi italiani. Di proprietà del Comune di Firenze, l’impianto ha una capienza di 43 147 posti. Con le esigenze del calcio moderno, l’impianto risulta obsoleto, con notevoli problemi di efficienza e funzionalità; per questi motivi da tempo si parla della costruzione di un nuovo stadio a Firenze di proprietà della stessa società, inserito nel progetto chiamato Cittadella Viola.

Il centro di allenamento della Fiorentina, denominato “Campini” dal nome delle precedenti strutture presenti nel medesimo luogo, è situato a Firenze, nel plesso dello Stadio Artemio Franchi. Inaugurato il 10 settembre 2011 da Andrea Della Valle e Matteo Renzi, allora sindaco del capoluogo toscano, è una struttura polifunzionale che si estende su 1 600 m² e dispone di un campo da gioco regolamentare, una palestra, piscina con varie vasche per la riabilitazione, gli spogliatoi, sale per la ristorazione e altri spazi dedicati al relax e al comfort degli atleti, sale proiezioni, una sala stampa, uffici e magazzini, per un costo totale di circa 5,7 milioni di euro.

Record del club

Divisione Nazionale 1
1928-1929

Serie A 81
1931-1932 2018-2019

Serie A-B Centro-Sud 1
1945-1946

Prima Divisione 2
1926-1927 1927-1928

Serie B 5
1929-1930 2003-2004

Serie C2 1
2002-2003

La Fiorentina ha disputato, nel corso della sua storia, 90 stagioni sportive, partecipando a 80 campionati di Serie A, a 5 di Serie B e a uno di Serie C2. Ha vinto per 2 volte il campionato italiano, nel 1955-1956 e nel 1968-1969, giungendo seconda in 5 tornei e terza in 6 (14,44% di piazzamenti nelle prime tre rispetto alle partecipazioni). Dall’avvento del girone unico, i Viola sono stati per 5 volte campione d’inverno (1934-1935, 1953-1954, 1955-1956, 1981-1982 e 1998-1999). Si trovano al quinto posto nella Classifica perpetua della Serie A dal 1929 con 3190 punti, dietro a Juventus, Inter, Milan e Roma. Al giugno 2017, dei 2648 incontri nella massima serie, 1054 sono state le vittorie dei Viola, 809 i pareggi e 785 le sconfitte, con 3362 gol segnati e 2812 subiti.

La vittoria in campionato con il maggior scarto fu un 8-0 a Firenze contro il Modena, il 10 maggio 1942 nella Serie A 1941-1942, mentre la sconfitta più netta in Serie A fu invece un 0-8, subìto il 22 febbraio 1952 dalla Juventus al Comunale di Torino nel campionato 1952-1953; il 7 ottobre 1928 i bianconeri hanno inoltre inferto ai Viola la peggior sconfitta in tutte le serie della loro storia, uno 0-11 nella Divisione Nazionale 1928-1929. L’incontro con più gol vinto fu un 6-4 contro il Padova, il 6 aprile 1996, nella Serie A 1995-1996. Tra le sconfitte, quelle con il maggior numero di reti furono il 3-7 al “Franchi” contro il Milan il 4 ottobre 1992, nel campionato 1992-1993, e un 2-8 a Roma contro la Lazio, il 5 marzo 1995, nella stagione 1994-1995. Mentre la sconfitta casalinga con maggior scarto è uno 0-5 contro la Juventus del 17 marzo 2012.

La squadra gigliata fu per due volte miglior attacco del campionato e per otto miglior difesa, mentre fu la peggior difesa per tre volte e peggior attacco per due. Le squadre più affrontate dai Viola in Serie A sono Juventus, Inter e Roma, ciascuna con 161 incontri. A livello di coppe nazionali, a fronte delle 6 vittorie in Coppa Italia (quarta nella classifica, dietro a Juventus con 12 vittorie, Roma, con 9 successi e all’Inter con 7), la Fiorentina ha disputato 10 finali di tale torneo. Ha partecipato inoltre a due finali di Supercoppa italiana, vincendone una, nel 1996. Per quanto riguarda il numero di tifosi, il 25 novembre 1984 venne stabilito il record di presenze nello stadio Artemio Franchi per una partita dei Gigliati, quando 58 271 spettatori assistettero a Fiorentina-Inter.

La Fiorentina vanta inoltre 26 stagioni disputate nelle coppe internazionali; di esse, 5 sono relative a Coppe dei Campioni/Champions League, 5 Coppe delle Coppe e 16 a Coppe UEFA/Europa League; in Europa, assieme alla Fiorentina, solo altri dodici club hanno disputato una finale in tutte e tre le principali competizioni gestite dall’UEFA Fu inoltre la prima squadra italiana a raggiungere la finale nella massima competizione continentale, nonché la prima squadra italiana a vincere un trofeo europeo, la Coppa delle Coppe 1960-1961, battendo in finale i Rangers per 2-0 a Glasgow il 17 maggio 1961 e per 2-1 a Firenze il 27 maggio. La finale di Coppa UEFA 1989-1990, persa contro la Juventus, ha visto per la prima volta due squadre italiane contendersi un trofeo continentale. Includendo altre competizioni europee, come Coppa Grasshoppers, Coppa Mitropa, Coppa delle Alpi, Torneo Anglo-Italiano e Coppa di Lega Italo-Inglese, le finali continentali disputate dalla Fiorentina sono 11, con 4 vittorie; oltre la Coppa delle Coppe nel 1961, i Viola hanno vinto una Coppa Grasshoppers nel quinquennio 1952-1957, una Mitropa Cup nel 1966 contro il Jednota Trenčín e una Coppa di Lega Italo-Inglese nel 1975 contro il West Ham United. La vittoria più ampia fu un 6-1 a Firenze contro l’Elfsborg, l’8 novembre 2007, in Coppa UEFA, mentre il passivo maggiore venne subito dai Viola il 7 novembre 1984 a Bruxelles, con la sconfitta per 6-2 contro l’Anderlecht, sempre in Coppa UEFA.

Tra i calciatori che hanno vestito la maglia viola, Giancarlo Antognoni è colui ha siglato più presenze in maglia viola, dato che, tra il 1972 e il 1987, ha partecipato a 429 partite con la Fiorentina. Nella classifica delle presenze assolute con la squadra gigliata, il giocatore umbro precede Giuseppe Brizi, con 389 presenze tra il 1962 e il 1976, e Claudio Merlo, con 367 presenze tra il 1965 e il 1976. Tre sono i calciatori hanno superato la soglia delle 300 presenze in Serie A con la squadra gigliata; Antognoni, con 341, Giuseppe Chiappella, con 329 partite giocate in viola tra il 1949 e il 1960, e Sergio Cervato, con 316 presenze in viola tra il 1948 e il 1959. In campo europeo, il giocatore che ha collezionato più presenze è il portiere francese Sébastien Frey, con 32 incontri giocati.

I calciatori di nazionalità straniera hanno avuto sempre un ruolo importante nella storia del club, segnando le epoche più vittoriose della squadra; lo svedese Kurt Hamrin è il giocatore non italiano con più presenze in viola, 362 tra il 1958 e il 1967, seguito dall’argentino Gabriel Omar Batistuta, 333 presenze tra il 1991 e il 2000, e il portoghese Rui Costa, 277 presenze tra il 1994 e il 2001.

Inoltre sono tre i calciatori non italiani nei primi tre posti della classifica dei migliori marcatori della Fiorentina; Hamrin e Batistuta hanno entrambi superato quota 200, segnando rispettivamente 208 (150 in Serie A) e 207 (152 nella massima serie), seguiti dall’argentino naturalizzato italiano Miguel Montuori con 84 (72 in Serie A). Giancarlo Antognoni è il giocatore italiano con più marcature con la squadra fiorentina, 72 (61 in Serie A). Kurt Hamrin è inoltre il più prolifico realizzatore viola nelle manifestazioni UEFA, con 12 reti.

Tifosi

Il nucleo storico della tifoseria viola è la Curva Fiesole, dove si trovano la maggior parte dei gruppi collettivi e dei Viola club, che, sin dagli anni settanta, hanno una condotta non politicizzata e completamente apartitica. I primi tifosi viola cominciarono ad unirsi nella prima metà degli anni sessanta, con la nascita di alcuni Viola Club come il Vieusseux e il 7bello; nel 1965 venne costituito il Centro di Coordinamento dei Viola Club. Il gruppo più noto della Fiesole è stato quello degli Ultras Viola; fondati nel 1973 da Stefano Biagini detto “il Pompa”, furono costretti allo scioglimento nel 1983. Nel 1986, agli Ultras succedette nella leadership del tifo il Collettivo Autonomo Viola, scioltosi anch’esso nel 2011.

I tifosi della Fiorentina sono storicamente gemellati con il Verona fin dal 1978; con il Catanzaro, a partire dalla finale di Coppa Italia 1965-1966 e cresciuto agli inizi degli anni 1980 e, infine, con il Torino, per il comune sentimento anti-juventino e per la vicinanza della società viola a quella granata dopo la tragedia di Superga. La tifoseria della Fiorentina è legata amichevolmente anche con il Modena, per la comune avversione nei confronti del Bologna, e con la Colligiana, soprattutto in chiave anti-senese.

In Europa, la Fiorentina ha stretto altre amicizie in occasione delle sue partecipazioni alle competizioni UEFA; con lo Sporting Lisbona, originato dai buoni rapporti del viola club Settebello con i tifosi bianco-verdi, e con l’Újpest, amicizia favorita dal colore sociale in comune.

La rivalità più forte e sentita dalla tifoseria viola è quella contro la Juventus; questa ha origine negli anni 1950. Si è acuita ulteriormente durante gli anni, con i contestati episodi del campionato 1981-1982, con alcuni striscioni fiorentini che inneggiavano alla strage dell’Heysel nel 1985, con la finale di Coppa UEFA 1989-1990 e con la cessione di Roberto Baggio dalla squadra viola a quella bianconera.

I tifosi viola sono inoltre rivali della Roma, frutto di un gemellaggio degli anni 1970 conclusosi malamente, con la Lazio, per il vecchio gemellaggio della tifoseria fiorentina con quella romanista, con la Salernitana, anche per l’eliminazione della Fiorentina dalla Coppa UEFA 1998-1999 dopo una partita giocata a Salerno, con il Napoli, il Brescia, il Chievo e il Pescara, per l’ostilità di tali tifoserie nei confronti degli ultras del Verona, e con il Genoa, da quando i tifosi viola si gemellarono con la Sampdoria (amicizia durata fino al 1989-90). Vi sono inoltre forti attriti con il Milan, l’Atalanta, l’Inter, il Palermo, la Reggina, il Perugia e l’Ascoli. Si registrano rapporti non ottimali anche con Cagliari, Vicenza, Cosenza, Cesena, Ternana, Parma, Udinese, Padova e Avellino.

La vicinanza di Firenze con altre città dell’Italia centrale e in particolare toscane ha portato a considerare gli incontri sportivi tra queste dei veri e propri derby; il più famoso e storico è il derby dell’Appennino, giocato tra Fiorentina e Bologna, nato per motivi prevalentemente geografici, ma anche storici. Esistono inoltre il derby dell’Arno, incontro che vede di fronte i Viola e l’Empoli, e il derby guelfi-ghibellini tra Fiorentina e Siena. Anche con le altre squadre toscane, come Lucchese e Pisa, vi è rivalità.

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