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Juventus Football Club S.p.A.

La storia della squadra di calcio "Juventus"

Nell’autunno del 1897 vide la luce a Torino lo Sport-Club Juventus per iniziativa di un gruppo di studenti del liceo classico Massimo d’Azeglio; tra essi i fratelli Eugenio ed Enrico Canfari. Tre anni più tardi, con il nome di Foot-Ball Club Juventus, la società si iscrisse al suo primo campionato nazionale. Il primo titolo nazionale arrivò nel 1905. L’anno dopo il presidente della società, lo svizzero Alfred Dick, a seguito di accese discussioni di spogliatoio lasciò la Juventus e assieme a un gruppo di soci dissidenti si unì alla FC Torinese dando vita al Torino, segnando così l’origine del derby della Mole e l’inizio di una serie di problemi finanziari e sportivi che condussero la squadra bianconera nel 1913 alle soglie della retrocessione in Promozione.

Dopo la prima guerra mondiale la Juventus, risollevatasi con la presidenza di Giuseppe Hess e Corrado Corradini, migliorò il suo piazzamento in campionato e fornì i primi giocatori alla nazionale italiana. Edoardo Agnelli assunse la presidenza della società il 24 luglio 1923. Con l’ulteriore arrivo del primo allenatore professionista, l’ungherese Jenő Károly, giunse la vittoria del secondo tricolore nella stagione 1925-26.

Il primo ciclo vincente della società, grazie all’apporto di elementi come Giovanni Ferrari, Raimundo Orsi, Luis Monti e il trio difesivo Combi-Rosetta-Caligaris, giunse tra il 1930-31 e il 1934-35, quando arrivarono cinque scudetti consecutivi, uniti al raggiungimento delle semifinali di Coppa dell’Europa Centrale per quattro anni di fila; allenatore della squadra in quattro delle cinque vittoriose stagioni fu Carlo Carcano, uno dei precursori del «metodo». Molti giocatori di quella Juventus formarono il nucleo della nazionale italiana vittoriosa nella Coppa Internazionale e nel campionato del mondo 1934. La prematura morte di Edoardo Agnelli, avvenuta nel 1935, coincise con la fine del cosiddetto «Quinquennio d’oro». Sul finire del periodo interbellico arrivò comunque la prima Coppa Italia dei bianconeri (1938).

Nel secondo dopoguerra sotto la presidenza di Gianni Agnelli e in seguito di suo fratello Umberto la Juventus tornò alla ribalta dopo tre lustri conoscendo un secondo ciclo di vittorie, grazie anche all’arrivo di Omar Sívori e John Charles, che insieme a Giampiero Boniperti formarono il «Trio Magico»: tre scudetti tra il 1958 e il 1961, il primo dei quali fu il decimo e le valse il diritto a poter esporre sulle maglie la stella. Sívori divenne inoltre nel 1961 il primo calciatore proveniente dalla Serie A a vincere il Pallone d’oro.

Nel 1971 Boniperti diventò presidente del club e il suo primo scudetto in tale nuova veste giunse subito alla sua prima stagione, nel 1971-72, bissato da quello successivo del 1972-73: furono i primi di un terzo vittorioso ciclo che nei successivi quindici anni, sotto la guida tecnica dapprima di Čestmír Vycpálek, poi di Carlo Parola e infine di Giovanni Trapattoni, portarono a Torino nove scudetti, due Coppe Italia e vittorie internazionali che fecero della Juventus la prima a vincere tutte le competizioni dell’UEFA e, a seguire, la prima al mondo a conquistare tutte le competizioni ufficiali per club.

In particolare nel 1977 arrivò la prima vittoria internazionale in Coppa UEFA, al termine di un’accesa finale contro gli spagnoli dell’Athletic Bilbao. Il titolo nella Coppa dei Campioni 1984-85, conseguito a Bruxelles il 29 maggio 1985 sul Liverpool circa un anno dopo la vittoria da imbattuta in Coppa delle Coppe, fu invece oscurato da gravi incidenti pre-gara generati dagli hooligan britannici che portarono alla morte di 39 spettatori. Lo scudetto vinto nel 1986 chiuse il decennio di Trapattoni: durante la sua gestione complessivamente 9 elementi della Juventus giocarono nella nazionale italiana al campionato del mondo di Argentina 1978 e 6 in quella che si laureò campione nella successiva edizione di Spagna 1982.

Tramontata la generazione di calciatori che avevano costituito l’asse portante della squadra, la Juventus affrontò un periodo di nove anni privo di risultati in campo nazionale, anche se giunsero a Torino una Coppa Italia (1990) e due Coppe UEFA (1990 e 1993). Nel 1994 l’arrivo in panchina di Marcello Lippi fu il preludio al quarto ciclo vincente dei bianconeri: in dieci stagioni — con l’intervallo di un biennio d’interregno di Carlo Ancelotti, il quale vinse la Coppa Intertoto — la squadra fece suoi cinque scudetti e una Coppa Italia, raggiunse quattro finali di Champions League vincendo quella del 1996 a Roma e conquistò una Coppa Intercontinentale, una Supercoppa UEFA e quattro Supercoppe di Lega.

I successi ottenuti in campionato sotto la gestione tecnica di Fabio Capello a metà degli anni 2000 vennero annullati dall’esito del caso Calciopoli: nell’estate 2006 la giustizia sportiva revocò ai bianconeri il titolo conseguito nel 2005 e li declassò dal primo all’ultimo posto in classifica nel 2006, relegandoli d’ufficio per la prima volta nella loro storia in Serie B. La Juventus fu promossa in massima categoria un anno più tardi vincendo il campionato cadetto. Nel 2010 Andrea Agnelli, quarto esponente della dinastia torinese, assume la presidenza del club. Sotto il suo mandato, con la guida tecnica dapprima di Antonio Conte e poi di Massimiliano Allegri, i bianconeri danno vita a un quinto ciclo di successi superando la squadra del Quinquennio d’oro e inanellando sette scudetti consecutivi dal 2012 al 2018, un unicum nel calcio italiano; negli stessi anni arrivano inoltre a Torino quattro double consecutivi grazie alle vittorie in Coppa Italia, altro primato nazionale, e tre Supercoppe di Lega.

Palmarès

Scudetto Campionato italiano: 34
1905; 1925-26; 1930-31; 1931-32; 1932-33; 1933-34; 1934-35; 1949-50; 1951-52; 1957-58
1959-60; 1960-61; 1966-67; 1971-72; 1972-73; 1974-75; 1976-77; 1977-78; 1980-81; 1981-82
1983-84; 1985-86; 1994-95; 1996-97; 1997-98; 2001-02; 2002-03; 2011-12; 2012-13; 2013-14
2014-15; 2015-16; 2016-17; 2017-18

Coppa Italia: 13
1937-38; 1941-42; 1958-59; 1959-60; 1964-65; 1978-79; 1982-83; 1989-90; 1994-95; 2014-15; 2015-16; 2016-17; 2017-18

Supercoppa italiana: 8
1995; 1997; 2002; 2003; 2012; 2013; 2015; 2018

Coppa Ali della vittoria Campionato italiano di Serie B: 1
2006-07

Stadi di club

Nel biennio 1897-1898 i primi campi utilizzati dal club furono al Parco del Valentino e al Giardino della Cittadella. Fino al 1908 la squadra si spostò nella piazza d’armi torinese, all’epoca sita tra i corsi Galileo Ferraris e Duca degli Abruzzi, tranne nel biennio 1905-1906 durante il quale il terreno di casa fu il motovelodromo Umberto I. Dal 1909 al 1922 l’impianto utilizzato fu quello di Corso Sebastopoli, e da qui al 1933 quello di Corso Marsiglia che fu teatro della conquista di quattro campionati, tre dei quali consecutivi.

Dal 1933 al 1990 il club ha disputato i suoi incontri interni allo stadio Comunale nella zona di Santa Rita. Nato col nome di Municipale “Benito Mussolini” per dotare la città di un impianto che potesse ospitare le gare del campionato del mondo 1934, ribattezzato dopo la seconda guerra mondiale dapprima in Comunale e in seguito Comunale “Vittorio Pozzo”, esso ospitò 890 incontri di campionato della Juventus; dopo la definitiva dismissione dello stadio Filadelfia, il Comunale fu condiviso dal 1963 con i concittadini del Torino. Il Comunale fu utilizzato fino al 1990, anno in cui le due compagini cittadine si trasferirono allo stadio delle Alpi, costruito nel quartiere di Vallette in occasione del campionato del mondo 1990, e che fu l’impianto interno dei bianconeri dal 1990 al 2006.

Nel 2002 la giunta torinese concesse alla Juventus lo sfruttamento dell’area del Delle Alpi per novantanove anni, sicché nel 2008 si decise la costruzione di un nuovo stadio cittadino, sito nell’area dell’ormai abbandonato impianto. Dal 2006 al 2011 la squadra ritornò temporaneamente a disputare i suoi incontri interni al Comunale, rinnovato in occasione dei XX Giochi olimpici invernali e ribattezzato Olimpico; come già accaduto nei decenni passati, anche stavolta l’impianto è stato condiviso con la squadra granata. Dal 2011 il club bianconero gioca le sue partite interne allo Juventus Stadium, poi rinominato Allianz Stadium, costruito sulle ceneri del vecchio Delle Alpi e primo impianto moderno realizzato in Italia nonché di proprietà di una società calcistica, concepito prettamente per la disciplina.

Nei suoi primi decenni la Juventus non disponeva di strutture ad hoc per le sue sedute di allenamento, sfruttando gli stessi campi amatoriali nei quali si svolgevano le prime sfide calcistiche della sua storia: la piazza d’armi cittadina, e il Velodromo Umberto I nel quartiere Crocetta, con l’eccezione della patinoire al Parco del Valentino; prima dello scoppio della Grande Guerra la società usufruì fugacemente anche di quello che era il maggiore impianto polisportivo della Torino del tempo, lo Stadium.

Nel periodo interbellico i bianconeri svolgevano gli allenamenti nelle loro sedi di gara casalinghe, dapprima al Campo Juventus e poi dal 1933 allo stadio Mussolini, fino al 1943 quando venne inaugurato il primo centro d’allenamento del club, il Campo Combi nel quartiere Santa Rita, a pochi passi dal Mussolini, dove la squadra rimase per il successivo mezzo secolo.

Nel 1990 la Juventus abbandonò il Combi per le strutture Sisport a Orbassano, dove si allenò per un quadriennio prima di far ritorno a Santa Rita, stavolta allo stadio Comunale nel frattempo dismesso dall’attività agonistica. I bianconeri lasciarono definitivamente il quartiere nel 2003, per via della riqualificazione dello stesso in vista dei XX Giochi olimpici invernali.

Inizialmente la squadra migrò a poca distanza nel centro Sisport di via Guala, dove rimase fino al 2006 quando venne inaugurato lo Juventus Center di Vinovo, sede di allenamento per i successivi dodici anni. Dal 2018 la prima squadra maschile si allena presso il nuovo Juventus Training Center, sito all’interno del complesso J-Village nella zona della Continassa.

Record del club

La Juventus esordì nel campionato federale l’11 marzo 1900. Quella 2018-19 è dunque la sua 114ª stagione sportiva; nelle 113 precedenti, ha partecipato a 105 campionati di massima serie (2 di Campionato Federale, 9 di Prima Categoria Nazionale, 5 di Prima Divisione, 4 di Divisione Nazionale e 85 di Serie A propriamente detta) e uno di Serie B (nel 2006-07), mentre in altre 7 occasioni non superò le eliminatorie del Comitato Regionale Piemontese. Nel corso delle 112 stagioni nei campionati di massima serie la Juventus si è classificata al primo posto in 35 occasioni (record italiano), sebbene il club abbia in realtà vinto 34 titoli di campione d’Italia. La Juventus, inoltre, è giunta seconda in 21 tornei e terza in 12, totalizzando il 60,7% di piazzamenti nelle prime tre rispetto alle partecipazioni.

La vittoria in gara ufficiale con il maggior scarto fu un 15-0 in casa del Cento, secondo turno di Coppa Italia 1926-27; il suddetto primato lo è anche per la competizione, a pari merito con l’incontro tra Alessandria e A.C. Bologna (17-2, disputatosi nel medesimo turno della citata edizione del torneo) e quello tra Cittadella e Potenza (15-0 nel primo turno eliminatorio dell’edizione 2015-16). In campionato il record fu invece un 11-0, realizzato due volte nel torneo 1928-29 contro Fiorentina e Fiumana, rispettivamente nella 2ª e 6ª giornata. La sconfitta con il maggior scarto fu invece uno 0-8 subìto dal Torino nel campionato 1912-13.

Nell’annata 1976-77 la Juventus stabilì il primato di punti per campionati italiani a 16 squadre (51). Nella stagione 2011-12 stabilì il primato d’imbattibilità assoluta in una singola stagione della Serie A (con zero sconfitte in 38 partite), stabilendo anche il record d’imbattibilità nel corso di una singola stagione (42).

Tra i numerosi primati ottenuti dalla squadra nel triennio 2014-2016 ci sono il maggior numero di punti in una singola edizione di Serie A (102 nella stagione 2013-14, anche record nei principali campionati del continente europeo). Nella stagione 2015-16 ha inanellato il suo primo treble nazionale, unendo a campionato e coppa nazionale anche la Supercoppa di Lega.

In ambito nazionale la squadra ha disputato un record di 18 finali di Coppa Italia (13 vittorie, primato nazionale) e un record di 13 in Supercoppa LNP (7 vittorie, idem).


I bianconeri dell’annata 1984-85 che trionfando in Coppa dei Campioni fecero del club piemontese il primo nella storia del calcio a fare suoi tutti i maggiori tornei dell’UEFA
Tra tutti i club italiani la Juventus vanta il maggior numero di stagioni disputate nelle competizioni UEFA, che fino alla stagione 2018-19 sono 49 (considerando che nelle stagioni 2009-10 e 2013-14 ha partecipato prima alla fase a gironi di Champions League e dopo la sosta invernale a quella a eliminazione diretta di Europa League). Di esse 33 sono relative a partecipazioni in Coppa dei Campioni/Champions League, 4 in Coppa delle Coppe e 14 complessive in Coppa UEFA/Europa League). Nel computo globale delle competizioni a livello confederale, risulta il primo club italiano e quarto a livello europeo per numero di punti conquistati (552), ed è il club italiano con il maggior numero di partite disputate (420), vinte (229), gol realizzati (723), differenza reti (+339) e percentuale di vittorie (54,5%) a tutto il 18 settembre 2018.

La formazione bianconera ha disputato un totale di 20 finali in competizioni ufficiali a livello internazionale, nona al mondo nonché quinta in Europa e seconda tra i club italiani in questa graduatoria. Delle 20 finali citate, 9 sono state giocate in Coppa dei Campioni/UEFA Champions League (2 vittorie complessive), una in Coppa delle Coppe (1 vittoria), 4 in Coppa UEFA (3 vittorie), una in Coppa Intertoto (1 vittoria), 2 in Supercoppa UEFA (2 vittorie) e 3 in Coppa Intercontinentale (2 vittorie). Il trionfo in Coppa UEFA 1976-77 la fece diventare l’unico club italiano ad aver vinto una manifestazione internazionale ufficiale con una rosa composta esclusivamente da calciatori provenienti da un solo Paese.

Sempre in ambito internazionale è l’unico club del mondo ad avere vinto tutte le competizioni per club maschili organizzate dalla confederazione di appartenenza e uno dei cinque club ad aver vinto tutte le tre principali competizioni dell’UEFA. La Juventus fu la prima a raggiungere tale traguardo nel 1985 — seguita dall’Ajax nel 1992, dal Bayern Monaco nel 1996, dal Chelsea nel 2013 e dal Manchester Utd nel 2017 — oltreché l’unica a farlo sotto un’unica gestione tecnica; per tale ragione nel 1988 le fu riconosciuta la speciale Targa UEFA.

Tifosi

Al 2016 i tifosi della Juventus sono stimati tra i 12 e i 14 milioni in Italia. Secondo il sondaggio condotto dall’istituto Demos & Pi e pubblicato nel settembre 2016 su la Repubblica il club risulta essere il più sostenuto del Paese con il 34% di preferenze da parte del campione esaminato.

La società vanta inoltre 41 milioni di sostenitori in Europa e oltre 300 milioni nel resto del mondo in base a un’analisi pubblicata dall’agenzia di indagini sul mercato sportivo Repucom S.A. nel novembre 2015. Numerosi sono anche i fan club sparsi a livello internazionale, in particolare nei Paesi a forte emigrazione italiana.

Il tifo per la Juventus è tradizionalmente eterogeneo dal punto di vista sociologico e geograficamente uniforme in tutto il Paese, è molto marcato anche nel Mezzogiorno d’Italia e nelle isole, il che garantisce un seguito rilevante alla squadra anche durante gli incontri esterni. Tale caratteristica di diffusione del tifo fa della Juventus dal punto di vista sociologico una squadra «nazionale».

 

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