Domenica delle Palme

Domenica delle Palme

  La Domenica delle Palme è una ricorrenza cristiana, osservata dai cattolici, dagli ortodossi e dai protestanti. Essa viene festeggiata la domenica antecedente alla Domenica di Pasqua e, chiaramente, è un giorno festivo, cadendo di domenica che — in Italia — è sempre un giorno di riposo retribuito.

  Con la Domenica delle Palme ha inizio la Settimana Santa, tuttavia, molti pensano che essa ponga anche fine alla Quaresima. In realtà non è così, in quanto la Quaresima termina il giovedì santo, ovvero il giovedì antecedente la Domenica di Pasqua.

  Durante la Domenica delle Palme si ricorda l’ingresso trionfale di Gesù a Gerusalemme, avvenuto a cavallo di un asino, mentre la folla ne osannava il nome e agitava rametti di palma e di ulivo in suo saluto.

  Proprio in onore a questa tradizione, la messa della Domenica delle Palme ha inizio all’esterno della chiesa dove verrà recitata la liturgia e dove la folla è radunata in attesa del sacerdote che, quel giorno, benedirà i rami di ulivo e di palma, prima di dare inizio alla processione che conduce in chiesa.

  Anche il rito della liturgia è peculiare: si celebra la messa leggendo tre passi della «Passione di Gesù» e il sacerdote, al contrario di tutte le altre domeniche di quaresima, può indossare i paramenti di colore rosso.

  Terminata la messa, i fedeli tornano a casa con le loro foglie di palma e i rametti d’ulivo benedetti, che rimarranno dentro casa un anno intero in attesa della nuova Domenica delle Palme, dell’anno a venire. In alcune zone della nostra penisola è tradizione intrecciare le palme per farne dei piccoli ornamenti dalle forme varie, come quella del cammello, che poi vengono scambiati o donati ai bambini in segno di pace. Non è raro che i bambini possano intrecciare le palme benedette e poi venderle, per offrire il ricavato in dono ai più poveri. Nel qual caso, di solito questa pratica avviene nel sagrado della chiesa o nei suoi pressi.

  La prassi di benedire i rametti di ulivo e le foglie delle palme è storicamente consolidata durante i secoli. Si hanno sue notizie certe già dal lontano VII secolo d.C., sebbene tracce più antiche possano essere fatte risalire al IV secolo d.C., durante il quale i fedeli erano soliti omaggiare tale data nella città di Gerusalemme. Tale prassi fu poi introdotta nella liturgia Siriana e in quella Egiziana, e non è da escludere che proprio dalla Siria e dall’Egitto sia stata portata in Europa.

  Tutte queste usanze tipiche dell’Oriente avevano un forte impatto emotivo e toni spesso drammatici. Dall’Oriente, è verosimile che siano passate in Spagna e quindi in Gallia: lo testimonia il fatto che l’usanza di benedire le palme fu mantenuta. Essendo questo particolare proprio di origine orientale, con radici ben note a Gerusalemme, è da escludere che la Festa della Domenica delle Palme abbia avuto origini proprie in Europa, mentre è più corretto immaginare che tale rito e la processione in omaggio a Gesù trovino origine proprio a Gerusalemme. Ed è per questo motivo che i critici di storia e religione datano così indietro l’origine di festeggiare la Domenica delle Palme.

  Andando avanti nel tempo, si ha notizia della sua celebrazione in Gallia, nel VII secolo d.C. e poi ancora nell’VIII secolo, quando compare per la prima volta il nome di «Die dominica in palmas«, nel Sacramentario Gregoriano: Domenica delle Palme, appunto.

  A Roma, la troviamo introdotta per la prima volta nell’XI secolo, dove aveva già il carattere di processione, in memoria del giorno in cui Gesù entrò a Gerusalemme, osannato ed acclamato dalla folla di fedeli.

  In Italia, la Domenica delle Palme è una ricorrenza molto sentita e sono in molti i credenti a partecipare alla liturgia di questo giorno così importante durante l’anno cristiano. Sembra che l’usanza di benedire i rami di ulivo sia particolarmente diffusa nel nostro paese, soprattutto vista la scarsità di piante di palma nei territori del centro e del nord Italia.

  Durante la Domenica delle Palme, il Santo Padre tiene un’omelia da San Pietro, con cui si rivolge ai fedeli lì riuniti benedicendoli e donando messaggi di speranza.